<<La mia
mamma non si lamenta quasi mai>>, dice Loriana ad una compagna di scuola
durante l’intervallo di mezza mattina. <<Però, quando lo fa, è solo per
sottolineare il suo sacrificio nel riuscire a tenere tutto sotto controllo, ed
io, mio padre, e persino il mio fratellino, restiamo sempre zitti, senza sapere
cosa risponderle, perché la verità è che lei si occupa sempre di tutto con
pazienza e in un perfetto silenzio, come se le cose avvenissero praticamente quasi
da sole>>. <<Certo che non deve essere stato facile per lei
occuparsi anche di tuo fratello ammalato pe tutto quel tempo che è rimasto in
ospedale>>, fa l’altra, dimostrando di essere bene a conoscenza delle
vicende familiari della sua amica. <<Si, hai ragione, ma io credo comunque
che la cosa che le piace di più sia leggere i libri>>, riprende Loriana;
<<e quando lei si prende un po’ di tempo per sé stessa, si sistema subito
su una sedia a leggere qualcosa, e mentre scorre le righe di scrittura pare quasi
estraniata da tutto ciò che la circonda, al punto che quando era costretta a
viaggiare per andare da mio fratello in ospedale, penso si portasse sempre con
sé qualcuno dei suoi libri, e che fosse abbastanza contenta per tutto quel
tempo destinato agli spostamenti in cui poteva occuparsi di quella attività che
le piace di più, immedesimandosi nelle vicende della scrittura e annullando così
il resto per qualche momento >>.
Poi suona
la campanella che segna la fine dell’intervallo, e tutti gli scolari e le
scolare tornano nelle loro rispettive classi, rimandando ogni argomento a più
tardi se ci sarà qualche minuto di pausa, oppure ad un’altra volta, considerato
che questi discorsi rientrano nella loro normalità. A Loriana, ripensando
quell’argomento mentre sta nel suo banco apparentemente attenta ad ascoltare la
ripresa della lezione, viene a mente di saper bene come ammansire la mamma: le
basta raccontarle tutto quello che succede durante la sua mattinata dentro la
scuola, quello che hanno detto ogni giorno gli altri alunni, o quello che ha
cercato di insegnare a tutti la loro maestra, e poi le brutte figure di
qualcuno trovato impreparato alle interrogazioni, e le scoperte che
l’insegnante fa giungere alle orecchie dei suoi alunni spiegando e chiarendo
gli aspetti delle varie materie di cui si occupa il programma ministeriale. Oggi
poi, mentre stava parlando del saggio da preparare per il termine dell’anno
scolastico, la maestra ha detto a voce alta, indicandola e pregandola di
alzarsi dalla sua sedia, che Loriana sarà chiamata a leggere a voce alta, davanti
al sindaco, alle autorità comunali, ed anche al loro direttore scolastico, una
poesia a propria scelta, naturalmente su indicazione della propria insegnante,
e che deve essere un grande onore per lei essere stata selezionata per far questo
tra tutti gli alunni della sua scuola, ovviamente per i suoi ottimi risultati in
tutte le materie di studio.
La mamma,
quando in seguito ha saputo di questa novità così importante, ha immediatamente
gioito, nella sua maniera molto pacata naturalmente, e si è comunque complimentata
con Loriana quasi di slancio. <<Lo vedi che giungono alla fine anche dei
bei riconoscimenti>>, le ha detto sorridendo. <<E poi anche questa
è una maniera per dimostrare le proprie capacità, cioè proprio nel recitare senza
incertezze una poesia, o anche una pagina qualsiasi di letteratura, perché
farlo non è certo da tutti, specialmente alla tua età>>, le ha detto
tanto per concludere l’argomento. <<È stata scelta una poesia di
Carducci>>, ha insistito Loriana tanto per farle comprendere le
difficoltà nel recitare a mente una poesia di un autore così complicato.
<<Dovrò senz’altro leggerla e provarla chissà quante volte prima di
riuscire a sentirmi completamente sicura di ogni parola e pure di ogni verso. E
poi dovrò recitarla dentro al microfono dell’amplificazione, proprio per farla
ascoltare e apprezzare da tutti i bambini e i ragazzi della nostra scuola,
anche a quelli più grandi, e poi a tutti i loro genitori che si riuniranno nel
piazzale dove si terrà questa festa, in modo che nessuna espressione della
poesia vada perduta>>. <<Bene>>, dice allora la mamma,
<<tuo padre sarà orgoglioso di te quando gli diremo tutto di questa bella
novità>>.
Intanto
Loriana va a prendere il foglio stampato dove è stata riportata la poesia in
questione, e con voce impostata, come le ha detto la maestra, inizia a leggerla,
cercando di dare alle parole una certa intensità. Marco allora solleva gli
occhi dal suo angolo dove sta giocando con un piccolo burattino, ed anche se
lui frequenta appena la prima elementare, si mette ad ascoltare a sua volta quelle
parole particolari che non conosce, e quei versi equilibrati che sta recitando sua
sorella, apprezzando quel lento andamento di sillabe e di pause che di fatto compongono
il testo. La mamma allora si rivolge a lui, e trovandolo intento all’ascolto della
voce di sua sorella, gli dice sorridendo che Loriana è senz’altro destinata a
diventare una ragazza importante, forse addirittura in grado di svolgere nel
futuro il ruolo stesso dell’insegnante, naturalmente una volta che sarà
cresciuta abbastanza per iniziare a lavorare. Lui allora osserva la sorella,
poi guarda la mamma, e infine annuisce e sorride, convinto che sarà bello avere
in famiglia una sorella che conta.
Bruno
Magnolfi