Certe volte
mi pare di aver sbagliato tutto. Pedalo come sempre con una certa forza sulla
mia bicicletta, e intanto penso che se fossi stato maggiormente stimolato negli
anni in cui l’entusiasmo che non mi mancava mai per le cose che era possibile
fare e quelle comunque da affrontare, probabilmente sarei stato capace di
migliorare di gran lunga la situazione in cui mi sono venuto a trovare. Non
avrei mai voluto vivere una vita da mediocre, ma il fatto è che avrei avuto
bisogno di avere al mio fianco una persona capace di sostenere almeno alcune
delle idee che avevo in testa, e ricevere così quella spinta che mi è sempre
mancata, invece di avere nel cambio soltanto dei sorrisetti oppure dei silenzi tutte
le volte che parlavo delle mie prospettive più o meno realizzabili, come se
qualsiasi cosa avessi mai potuto tirar fuori dalla mia testa fosse solo destinata
per sua natura ad essere giudicata assurda o irrealizzabile, e persino che il
semplice pensare e riflettere sopra a delle cose di quel genere fosse solamente
una spudorata perdita di tempo. Naturalmente non ho mai parlato con nessuno di
questa mia convinzione, anche se poco per volta ho dovuto cercare in me stesso delle
soluzioni che in qualche modo fossero almeno adeguate al mio modo di essere.
Mia moglie
è indubbiamente una brava donna, incapace di avere idee strampalate oppure
inadatte per una famiglia come la nostra, però non è mai stata capace di darmi
un minimo di sostegno tutte le volte che ho sentito la necessità di un qualsiasi
parere su qualcosa che mi sembrava importante o almeno interessante. E mentre
penso tutto questo, rallento la pedalata iniziale della mia bicicletta, e
infine mi fermo del tutto, come per sistemare qualcosa dell’assetto generale sopra
le due ruote. Forse è sempre stata un po’ anche colpa mia, rifletto, che probabilmente
non sono stato in grado di spiegarle in maniera maggiormente adeguata quali
fossero le mie idee e quali gli sviluppi per qualche decisione importante pur solo
immaginata nella speranza di un appoggio morale da lei. Dando retta alla sua
maniera di vedere le cose però probabilmente non avremmo neppure cambiato mai la
nostra abitazione, lasciando che le abitudini prendessero il sopravvento sopra a
quei piccoli miglioramenti e a quelle importanti variazioni, peraltro adeguate
anche alla crescita dei nostri figli, a cui siamo stati capaci di andare
incontro, senza parlare delle comodità per tutta la famiglia riscontrate a
seguito dei vari traslochi. Non so perché, ma Rachele è una persona che si
adatta molto lentamente alle cose che ha più vicino, e poi non desidera in
nessun caso cambiare ciò che per lei è ormai assodato.
Non mi
lamento, soltanto mi rendo sempre più conto che le cose stanno esattamente in
questo modo, e che non posso certo sperare di cambiarle da ora in avanti. Intanto
riprendo a pedalare, proprio mentre sono sempre più convinto che forse potrei
acquistare per me una bella motocicletta, come peraltro hanno fatto molti amici
che frequento e che si trovano benissimo, visto che in fondo ho già messo dei
soldi da parte proprio per questo. A me farebbe molto comodo e risparmierei
senz’altro parecchio tempo per gli spostamenti, ma una spesa di questo genere,
anche per un acquisto di seconda mano come già ho immaginato, non credo proprio
sarebbe apprezzato da mia moglie, verso la quale mi sono quasi rassegnato a darle
questa informazione a cose ormai avvenute, senza neanche cercare da lei
quell’apprezzamento che forse in fondo potrei desiderare ed auspicare da parte
sua. Peraltro, non sono neppure sicuro che lei possa mai sedersi insieme a me
su quella sella per andare da qualsiasi parte: probabilmente assumerebbe
l’atteggiamento solito di indifferenza per questo acquisto a due ruote, e semplicemente
tollererebbe appena il fatto che io possa prendermene cura usandola allo stesso
modo di come adesso proseguo ad usare questa usatissima bicicletta.
Mi ci ha
portato mia moglie in questa situazione, non posso fare altro, ed anche quando
ho trovato a poco prezzo un triciclo per nostro figlio Marco, l’ho acquistato e
via, senza sentire il parere di nessuno, e in questo modo mi sono
immediatamente reso conto che era proprio la scelta giusta per il bambino, al
punto che in poco tempo si è talmente attaccato a questo piccolo regalo che sembra
non avere mai voglia di scendere da quel suo giocattolo. Ecco, lei a volte guarda
suo figlio e forse pensa come me che era proprio quello che ci voleva per lui,
ma non riesce assolutamente a dirlo, come se conservasse delle riserve su
scelte di quel genere, dettagli che alla lunga logorano qualsiasi ulteriore
desiderio, nonostante sempre più spesso mi sia ritrovato a non considerare i
suoi sguardi perplessi e i suoi silenzi. Rachele, riconosco sia bravissima
nell’occuparsi di tutte le cose quotidiane della nostra casa e di tutta la
famiglia, fino al punto di sacrificarsi in prima persona quando qualcosa presenti
necessità di impegno e di grande dedizione, e di questo devo assolutamente
dargliene atto; e forse alla fine devo riconoscere che va bene anche così, perché
le cose non potrebbero proprio andare meglio di come in questo periodo stanno
realmente andando.
Bruno
Magnolfi