sabato 26 settembre 2026

Tutto benissimo.


            Certe volte mi pare di aver sbagliato tutto. Pedalo come sempre con una certa forza sulla mia bicicletta, e intanto penso che se fossi stato maggiormente stimolato negli anni in cui l’entusiasmo che non mi mancava mai per le cose che era possibile fare e quelle comunque da affrontare, probabilmente sarei stato capace di migliorare di gran lunga la situazione in cui mi sono venuto a trovare. Non avrei mai voluto vivere una vita da mediocre, ma il fatto è che avrei avuto bisogno di avere al mio fianco una persona capace di sostenere almeno alcune delle idee che avevo in testa, e ricevere così quella spinta che mi è sempre mancata, invece di avere nel cambio soltanto dei sorrisetti oppure dei silenzi tutte le volte che parlavo delle mie prospettive più o meno realizzabili, come se qualsiasi cosa avessi mai potuto tirar fuori dalla mia testa fosse solo destinata per sua natura ad essere giudicata assurda o irrealizzabile, e persino che il semplice pensare e riflettere sopra a delle cose di quel genere fosse solamente una spudorata perdita di tempo. Naturalmente non ho mai parlato con nessuno di questa mia convinzione, anche se poco per volta ho dovuto cercare in me stesso delle soluzioni che in qualche modo fossero almeno adeguate al mio modo di essere.

            Mia moglie è indubbiamente una brava donna, incapace di avere idee strampalate oppure inadatte per una famiglia come la nostra, però non è mai stata capace di darmi un minimo di sostegno tutte le volte che ho sentito la necessità di un qualsiasi parere su qualcosa che mi sembrava importante o almeno interessante. E mentre penso tutto questo, rallento la pedalata iniziale della mia bicicletta, e infine mi fermo del tutto, come per sistemare qualcosa dell’assetto generale sopra le due ruote. Forse è sempre stata un po’ anche colpa mia, rifletto, che probabilmente non sono stato in grado di spiegarle in maniera maggiormente adeguata quali fossero le mie idee e quali gli sviluppi per qualche decisione importante pur solo immaginata nella speranza di un appoggio morale da lei. Dando retta alla sua maniera di vedere le cose però probabilmente non avremmo neppure cambiato mai la nostra abitazione, lasciando che le abitudini prendessero il sopravvento sopra a quei piccoli miglioramenti e a quelle importanti variazioni, peraltro adeguate anche alla crescita dei nostri figli, a cui siamo stati capaci di andare incontro, senza parlare delle comodità per tutta la famiglia riscontrate a seguito dei vari traslochi. Non so perché, ma Rachele è una persona che si adatta molto lentamente alle cose che ha più vicino, e poi non desidera in nessun caso cambiare ciò che per lei è ormai assodato.

            Non mi lamento, soltanto mi rendo sempre più conto che le cose stanno esattamente in questo modo, e che non posso certo sperare di cambiarle da ora in avanti. Intanto riprendo a pedalare, proprio mentre sono sempre più convinto che forse potrei acquistare per me una bella motocicletta, come peraltro hanno fatto molti amici che frequento e che si trovano benissimo, visto che in fondo ho già messo dei soldi da parte proprio per questo. A me farebbe molto comodo e risparmierei senz’altro parecchio tempo per gli spostamenti, ma una spesa di questo genere, anche per un acquisto di seconda mano come già ho immaginato, non credo proprio sarebbe apprezzato da mia moglie, verso la quale mi sono quasi rassegnato a darle questa informazione a cose ormai avvenute, senza neanche cercare da lei quell’apprezzamento che forse in fondo potrei desiderare ed auspicare da parte sua. Peraltro, non sono neppure sicuro che lei possa mai sedersi insieme a me su quella sella per andare da qualsiasi parte: probabilmente assumerebbe l’atteggiamento solito di indifferenza per questo acquisto a due ruote, e semplicemente tollererebbe appena il fatto che io possa prendermene cura usandola allo stesso modo di come adesso proseguo ad usare questa usatissima bicicletta.

            Mi ci ha portato mia moglie in questa situazione, non posso fare altro, ed anche quando ho trovato a poco prezzo un triciclo per nostro figlio Marco, l’ho acquistato e via, senza sentire il parere di nessuno, e in questo modo mi sono immediatamente reso conto che era proprio la scelta giusta per il bambino, al punto che in poco tempo si è talmente attaccato a questo piccolo regalo che sembra non avere mai voglia di scendere da quel suo giocattolo. Ecco, lei a volte guarda suo figlio e forse pensa come me che era proprio quello che ci voleva per lui, ma non riesce assolutamente a dirlo, come se conservasse delle riserve su scelte di quel genere, dettagli che alla lunga logorano qualsiasi ulteriore desiderio, nonostante sempre più spesso mi sia ritrovato a non considerare i suoi sguardi perplessi e i suoi silenzi. Rachele, riconosco sia bravissima nell’occuparsi di tutte le cose quotidiane della nostra casa e di tutta la famiglia, fino al punto di sacrificarsi in prima persona quando qualcosa presenti necessità di impegno e di grande dedizione, e di questo devo assolutamente dargliene atto; e forse alla fine devo riconoscere che va bene anche così, perché le cose non potrebbero proprio andare meglio di come in questo periodo stanno realmente andando.

 

            Bruno Magnolfi

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