venerdì 7 agosto 2026

Bicicletta d'occasione.


            Fuori dal caffè ci sono soltanto i soliti due o tre individui seduti sulle seggioline di plastica a fumare e a parlare del più e del meno, oltre a snocciolare qualche commento sulle poche persone che transitano a piedi per il corso del paese a quell’ora di sera. All’interno del locale invece qualcun altro segue distrattamente un programma televisivo mentre sorseggia una bibita seduto ai tavolini rotondi, e quando lui entra e chiede al cameriere di preparargli un caffè ancor prima che il barista gli rivolga la domanda classica inerente alla propria consumazione che ritiene ovviamente obbligatoria, alcuni lo salutano, ma senza entusiasmo. Nella saletta, quando si affaccia sul retro del locale, adesso ci sono solamente un paio di persone in piedi che parlano del biliardo e di qualche tiro da fuoriclasse a cui hanno assistito una volta o quell’altra, ma è sempre così nei giorni alla metà di ogni settimana. Franco saluta con parsimonia, poi, senza preoccuparsi di trovare un aggancio, spiega, mentre sorseggia il caffè, che la sua bicicletta stasera si è messa a cigolare ad ogni giro di ruota in maniera del tutto smodata, tanto da attirare l’attenzione di ogni persona per strada, mentre pedalava nel tratto da casa sua fino a lì. <<Un rumore strano>>, dice ancora; <<quasi il lamento di un animale rimasto incastrato tra il rocchetto della ruota posteriore e la catena. Un passante mi ha anche detto a voce alta che era il carter che si era piegato, così io mi sono fermato, ho controllato la catena ed ho deciso di percorrere le ultime decine di metri a piedi, lasciando la mia bicicletta ad un angolo>>.

I presenti annuiscono, senza trovare niente da eccepire, ed infine lui dice ancora che forse potrebbero riempire il tempo con una piccola partita a goriziana su di un tavolo tra quelli presenti nella saletta, ed uno dei due tizi accetta pur senza entusiasmo quella sfida, mettendo in palio però soltanto una semplice consumazione al banco. Franco non conosce troppo bene il suo avversario, ma con calma sceglie la stecca più adatta, mette il gesso sopra al puntale, sistema i birilli e procede subito con il proprio tiro verso la sponda opposta, per decidere chi deve iniziare tra i due. La biglia dell’altro si avvicina maggiormente per alcuni centimetri, e così quello inizia a giocare procedendo con il primo tiro effettivo. Lui però riprende a parlare: <<sembrava che la mia bicicletta avesse da lamentarsi di qualcosa, come se tra i pedali la sua anima gemesse per qualche torto che posso aver fatto nei suoi confronti. Invece, riflettendoci meglio, credo che qualcuno abbia sferrato una pedata al carter mentre era ferma davanti casa mia, tanto da piegare il lamierino. Ma non saprei a chi possa venir voglia di commettere un atto del genere, forse un ubriaco, oppure uno sfaccendato che non trova niente di meglio da fare che prendersela con le cose degli altri>>. L’avversario sorride mentre sceglie la traiettoria da far seguire alla sua biglia, e dopo il suo tiro, abbastanza ben calibrato, chiede: <<ma è una bicicletta di marca, costosa, un modello che possa almeno suscitare qualche invidia?>>.

Franco si concentra sul panno verde, prende una pausa, riflette a lungo ed infine dice soltanto: <<ma no: è una bicicletta da nulla, non mi ricordo neppure come l’abbia avuta, forse me l’ha regalata un amico perché non sapeva che farsene; però è proprio questo il punto principale: se è un oggetto di nessun valore, mi domando, per quale motivo prenderlo a bersaglio delle insoddisfazioni di cui puoi soffrire?>>. Poi procede con un rinquarto leggero, visto che l’altro gli ha lasciato la propria biglia e il pallino dal lato opposto del panno e dei birilli, così adesso lui deve tirare dall’altro settore cercando di fare dei punti e mettere in eguale difficoltà l’avversario. Il tiro non riesce neppure troppo bene, ed in questo modo lascia all’altro giocatore la possibilità di tirare di calcio un tiro deciso così da abbattere quasi tutti i nove birilli. Lui assume una smorfia sul viso, come per rammaricarsi della sua sbadataggine, e comunque prosegue a giocare la partita lasciando diverse volte delle buone possibilità al suo avversario. <<Senza la mia bicicletta non saprei come fare>>, riprende a dire Franco, mentre il gioco prosegue sulla stessa falsariga, lasciando in breve tempo che la partita termini con una propria modesta sconfitta. <<Per la rivincita>>, dice adesso con un moto di orgoglio, <<potremmo giocarci però un paio di bigliettoni, sperando che la fortuna passi un po’ anche dalla mia parte>>.

L’altro naturalmente acconsente subito, e lui, con la sua calma quasi ironica, inizia a sfoderare dei tiri che prima non aveva messo in mostra, tanto da guadagnarsi subito un punteggio più alto dell’altro, fino al momento in cui la partita giunge al termine e lui può raccogliere i soldi del premio. <<D’altra parte>>, dice adesso guardando l’altro negli occhi e come concludendo il suo ragionamento, <<se dovessi acquistare un’altra bicicletta perché quella che possiedo ormai è fuori uso, mi ci vorrebbero sicuramente diversi quattrini, persino se per combinazione ne trovassi una d’occasione. Perciò anche questi soldi mi occorrono proprio>>.

 

Bruno Magnolfi

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