Loro
quattro difficilmente escono di casa assieme, a meno che non si tratti di
qualche cosa particolarmente speciale per cui si richiede la presenza al
completo di tutta la famiglia. Franco peraltro non rimane mai a lungo nella
loro abitazione, se non naturalmente per dormire la notte, e in ogni serata o
tardo pomeriggio libero si reca subito dagli amici al solito caffè-biliardo
pedalando sopra la sua bicicletta fino al centro del paese. In qualche caso va
a piedi e porta con sé anche uno dei suoi bambini, e più raramente tutt’e due,
anche se poi compra loro un gelato o qualche caramella e li posiziona a sedere
davanti alla televisione del caffè mentre lui parla e scherza a lungo con gli
amici e i conoscenti presenti. Quando invece porta solamente Marco, in certe
occasioni si mette anche a giocare al biliardo, confidando sul fatto che lui è
un bambino buono e tranquillo e resta per tutto il tempo seduto da una parte,
nella saletta del locale dove si gioca a stecca e in cui non entrano quasi mai
le donne, tantomeno le bambine. La madre Rachele esce dalle sue quattro mura
soltanto per gli impegni di ordine familiare: accompagnare al mattino i suoi figli
alla scuola pubblica ed andarli poi a riprendere, oppure fare degli acquisti, o
più raramente lasciarsi andare ad una visita agli anziani genitori, ma in ogni
caso preferendo restare a casa per tutto il tempo che le sia possibile.
Per
le passeggiate pomeridiane dei bambini normalmente invece si impegnano in sua
vece la zia, per quanto riguarda Loriana, e la nonna paterna per quanto
riguarda Marco, passando rispettivamente a prenderli direttamente a casa loro.
Alla mamma piace molto non doversi almeno preoccupare di questo aspetto,
lasciando i suoi figli in mani oltremodo fidate. Quando ancora non aveva
partorito, nei primi anni di matrimonio, qualche volta si vedeva con una amica
o due, ma in seguito, come spesso succede, le aveva perse di vista poco per
volta, essendo ognuna di loro assorbita dalle rispettive situazioni familiari.
Rachele prova spesso un gran senso nostalgico dei tempi in cui era soltanto
fidanzata, quando poteva farsi accompagnare da Franco in un locale vicino ai
margini del paese dove ogni sera si poteva anche ballare; riflettendoci, a
volte le pareva che quello fosse stato il periodo più bello e spensierato della
sua vita, anche se naturalmente aver avuto in seguito i suoi due figli resta la
cosa più importante, almeno per lei. Fino ad oggi Rachele è sempre stata
considerata da tutti una persona molto remissiva, in grado di mostrare sempre grande
fiducia verso chiunque, e per suo specifico carattere lei ha sempre pensato che
la cosa più importante per sé stessa è che nessuno tra i suoi conoscenti abbia mai
avuto niente da ridire sul proprio comportamento generale.
Qualcuno
a volte l’ha giudicata eccessivamente riservata ed introversa, ma Rachele non
ha mai cercato di essere minimamente differente da come appare. Qualche volta
Franco la sprona ad essere maggiormente espansiva, a dichiarare con slancio le
sue preferenze e le cose che le piacciono di più, ma i suoi tentativi si sono
sempre dimostrati poco efficaci se non nulli. Certe volte suo marito riesce a
farla ridere, tirando fuori qualche battuta spiritosa, ed allora lei ride di
gusto, quasi senza riuscire a smettere, a tratti fino alle lacrime. La sua
condotta morale è sempre stata impeccabile, e in ogni caso si è dimostrata ogni
volta agli occhi di tutti una persona che accetta il suo ruolo e sa stare al
suo posto, nella sostanza senza cambiare mai i propri modi di essere. Quando
Marco si è ammalato lei ha fatto di tutto per stargli il più vicino possibile, magari
sacrificandosi oltremodo nella sua maniera, decisa ma anche silenziosa, di mostrarsi
sempre presente al suo capezzale, sia nei diversi ospedali dove è risultato
ricoverato, sia nella lunga e travagliata degenza a casa propria.
Qualche
volta probabilmente lei ha pianto da sola sia per la fatica di sopportare lo
sforzo psicologico dato dalla situazione, che per la propria incapacità nel
risultare efficace a trattare con i medici e i primari che le davano notizie
sulle cure per il bambino non sempre ottimistiche o come lei avrebbe tanto desiderato,
ma in tutti i casi è sempre riuscita in un modo o nell’altro a ritrovare il
coraggio che le serviva per andare avanti. Suo marito Franco in quei frangenti
ha sempre saputo di avere al proprio fianco una moglie impagabile, ed anche se
forse in vari casi non è stato capace di dimostrare a Rachele la propria
riconoscenza e la indubbia solidarietà per tutti i sacrifici della moglie,
sicuramente anche lui deve aver provato la forte sofferenza ed il dolore acuto di
quei momenti, magari proprio mentre stava sciacquandosi la faccia da solo,
davanti allo specchio del bagno di casa. I periodi anche più bui infine passano
talvolta, come tutte le cose che si lasciano alle spalle, ed è il tempo stesso
che rapidamente ne toglie proprio quella patina di drammaticità, anche se resta
comunque la memoria di aver dovuto affrontare qualcosa persino al di sopra
delle proprie forze.
Bruno Magnolfi
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