Lui già da
un po’ di tempo si è sistemato su una delle seggiole di plastica allineate subito
fuori dal caffè dove si reca praticamente ogni sera, scambiando però appena qualche
parola con gli amici e i soliti abitudinari del locale, senza sfoderare neppure
una parte del suo solito entusiasmo nell’inventare all’impronta qualche battuta
di spirito oppure nel costruire qualche commento divertito su qualche
frequentatore dell’ambiente o sugli argomenti più alla mano. Uno tra gli
abitudinari del luogo ha anche chiesto con insistenza se per caso gli andava di
affrontare una partita secca al biliardo, ma Franco ha subito scosso la testa,
come se, almeno per uno come lui, non fosse a suo parere la serata migliore di studiare
ed affrontare calci, sponde, birilli o rinquarti. Gli si sono persino seduti
vicino un paio di conoscenti tra coloro con cui lui si intrattiene più spesso,
e sono rimasti lì per qualche minuto anche se le serate là fuori in questo
periodo si percepiscono come piuttosto fredde e poco piacevoli, e sia evidente che
all’aperto appaia difficile per chiunque sostenere di sentirsi bene e a proprio
agio; però lui pare proprio non avere in questo momento alcuna necessità di un po’
di compagnia, come se il suo solito spirito di gruppo fosse all’improvviso evaporato
senza possibilità di alternative. Naturalmente nessuno gli chiede nulla del suo
comportamento così diverso dal solito, perché appare evidente che qualcosa
dalle sue parti non vada affatto per il verso giusto.
Poi rimane
solo, al freddo della serata e dopo aver sorseggiato un caffè che gli ha
portato fin lì direttamente il barista che lo conosce ormai da anni, e che sa
come comportarsi di fronte a certi momenti un po’ complessi, anche se lui non si
è affatto riscosso, ed ha continuato ad osservare qualcosa di impreciso davanti
a sé, come se non ci fosse niente di particolarmente diverso da altre volte. <<Sono
preoccupato>>, dice poi ad un suo amico che gli tocca una spalla tanto
per capire cosa ci sia dietro a quell’insolito atteggiamento. <<Credo di
aver sbagliato molto almeno fino adesso, e di aver continuato a sbagliare per tanto
tempo senza rendermi conto di niente. Poi è risaputo quanto io non sia
particolarmente fortunato nelle mie vicende, e così eccomi qua a non sapere più
quali siano le decisioni migliori da prendere per il prossimo futuro>>.
L’altro si siede, resta a lungo in silenzio mentre cerca di osservare qualcosa
nella stessa direzione in cui guarda Franco, e considerata la propria
incapacità a comprendere qualcosa da quelle parole che ha appena ascoltato,
chiede con espressioni sommesse ma anche adeguate se per caso fossero intervenuti
dei problemi di ordine familiare a rendere i suoi pensieri così oscuri e privi
di una visione più ottimistica.
<<Sono
uno che sfodera con facilità un certo entusiasmo in molte situazioni, però
certe volte sono anche uno che a sua volta sente la necessità di un certo
sostegno da parte degli altri, e quando invece si rende conto di poter fare
affidamento soltanto su sé stesso e su quel proprio spirito, ecco che il suo
cervello va in corto circuito, ed è come se non riuscisse più ad andare avanti>>,
dice Franco senza mostrare riferimenti a persone o a fatti più precisi.
<<Ma tua moglie cosa dice di tutto questo?>>, fa l’altro tanto per
sondare almeno quel terreno. Lui resta in silenzio, come meditasse una risposta
che però tarda ad arrivare, mostrando come forse molto di quel problema stia
proprio da quella parte. Poi però si riprende: <<Rachele è bravissima in
molte cose, ed è anche il tipo di persona che non crea mai in nessun caso dei
problemi, anche se purtroppo non è capace di stare al tuo fianco, e piuttosto che
schierarsi dalla tua parte si rinchiude in sé stessa all’interno di un mondo
proprio, costituito soltanto dalle piccole attività che affronta da sola ogni
giorno>>.
L’altro
cerca una risposta veloce a tutto questo, però si rende conto immediatamente
che quel tipo di problema è legato strettamente alle personalità dei coniugi, e
che è impossibile trovare delle ricette che vadano bene in qualsiasi caso. Così
riesce solamente a dire come quel tipo di preoccupazioni a suo parere vadano
affrontate solamente in seno alla famiglia e che probabilmente la soluzione di
tutto quanto è più a portata di mano di quanto appaia immaginandosi le cose
dall’esterno. Franco allora si alza, si guarda attorno quasi per rassicurarsi,
come se fosse arrivato davanti al locale in quel momento, poi dice in fretta che
tutto sta come proseguendo per una propria strada, e che forse è sufficiente
non dare troppo peso a certi particolari, in maniera che niente riesca a
mostrarsi come inamovibile. L’amico annuisce, pensando tra sé che certe volte ognuno
reclama un’importanza troppo forte per alcune proprie illuminazioni che
sembrano quasi la spiegazione di tutto quanto, anche se alla fine con maggiore
razionalità certe riflessioni non sono così essenziali come sembrano. Franco
sembra ad un tratto che comprenda quei pensieri dell’amico; perciò, si volta
verso di lui e sorride, come stesse cercando rapidamente di recuperare qualcosa
di sé che per un attimo gli era come sfuggito, ed infine entra all’interno del
caffè-biliardo, proprio come ogni sera.
Bruno
Magnolfi
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