martedì 13 gennaio 2026

Convinzioni.


            In questo primo anno del 1960 l’andamento economico per quanto mi riguarda sta leggermente migliorando: difatti ho appena acquistato persino una motocicletta, anche se usata, giusto per non recarmi a piedi a lavorare, e in ogni caso mi pare proprio che il mio mestiere di artigiano riesca a dare ultimamente maggiori frutti, tanto che mi sono impegnato a lungo nel cercare una nuova abitazione in affitto per me e per la mia famiglia, con maggiore spazio per noi anche se purtroppo più costosa di quella vecchia, ma insomma una casa che si possa dimostrare più confortevole ed utile anche per i miei due figli piccoli. Credo proprio che per Marco la malattia che lo ha tenuto per diversi mesi lontano da tutto quanto sia oramai alle spalle, anche se lui appare ancora debole e certe volte mostri ancora delle difficoltà nelle proprie relazioni con noi e soprattutto con gli altri. Stasera, terminato il lavoro, l’ho portato con me per fargli visitare la nuova casa dove abiteremo nei prossimi anni, e lui mi è parso piuttosto contento, sempre però con le sue maniere timide e poco espansive. Mi ha fatto capire comunque che avere un giardino tutto per noi, pur piccolo, gli pare qualcosa di molto bello, e che non vede l’ora di potersi muovere in piena libertà in quelle contenute aiuole erbose. Ha molto apprezzato anche la mia motocicletta, ed anche se ho guidato con molta prudenza tenendolo davanti tra le mie braccia durante quel breve percorso, Marco mi è sembrato felice di sentire in faccia l’aria della velocità, e nelle orecchie il rombo del motore. A volte lo vorrei già grande, capace di stupirmi con le sue uscite che persino adesso sembrano a volte da persona adulta, ma mi rendo conto che per lui sarà un percorso piuttosto lungo quello volto a recuperare tutto il tempo della malattia che lo ha tenuto a casa nel letto, senza parlare di quello trascorso in ospedale.  

            Sua sorella Loriana mostra invece una grande vitalità; eppoi è molto studiosa, ed anche se per quest’anno frequenta soltanto la seconda classe elementare, già la sua maestra, così come mi ha spiegato mia moglie che va ad accompagnare e a riprendere la bambina ogni giorno, dice che per sua esperienza difficilmente ha visto degli alunni così interessati a ciò che viene spiegato ed insegnato da chi sta in cattedra. È diligente, ordinata, cortese con gli altri compagni, e soprattutto attenta, ed è sempre tra i primi alunni a comprendere tutte le nozioni che vengono affrontate. Pur impegnandomi nel mio lavoro piuttosto a fondo per tutta la giornata, però certi apprezzamenti mi ripagano ampiamente di tutti i sacrifici che devo affrontare, così spero davvero che il prossimo anno, quando anche Marco inizierà a frequentare la scuola elementare, ci siano per lui le stesse parole lusinghiere da parte di chi ci sarà a fargli da insegnante. Ed è naturale che io mi affidi al fatto che anche lui riesca a seguire le orme della sorella dal punto di vista sia didattico che del comportamento, dimostrandosi altrettanto studioso e diligente. Anzi, spero tanto che Loriana svolga nei suoi confronti un ruolo da apripista delle varie materie scolastiche, controllando a casa i suoi compiti e dandogli qualche spiegazione aggiuntiva sui tanti aspetti affrontati in classe. Anche se per i miei figli non sogno certo grandi carriere da chissà quali geni di certe materie di cui adesso non conosco neppure il nome, spero però che in seguito siano davvero in grado di studiare almeno fino a quando ne avranno voglia, in modo da comprendere il mondo e la realtà molto meglio di me e di mia moglie, che al contrario di loro non abbiamo potuto frequentare la scuola molto a lungo.

            Riconosco che per Marco il percorso scolastico sarà forse più arduo, almeno per quanto riguarda questi primi anni che avrà di fronte, sentendosi sicuramente a disagio rispetto ai suoi compagni così in piena salute da permettere loro di maturare quelle piccole conoscenze e quelle buffe amicizie tra bambini assolutamente importanti e in certi casi addirittura necessarie per ciascuno, ma riconosco che il suo essere stato ammalato per tutto questo tempo può spingerlo in seguito a provare dentro di sé una qualche forma di riscatto nei confronti della sfortuna capitata a lui. Già, perché una malattia infantile si può solo interpretare come una casualità negativa, una sfortuna maledetta della quale non si può certo incolpare nessuno, e che può capitare tra capo e collo senza che tu abbia mai fatto nulla per meritarti una disgrazia di quel genere. Per questo confido in mia figlia Loriana, affinché con il suo impegno riesca a colmare ogni possibile o eventuale lacuna di suo fratello, e a controbilanciare il momento difficile da lui trascorso. Certo, sono convinto che le cose andranno sicuramente per il meglio da ora in avanti, e già l’impegno manifestato da parte di lei è una riprova precisa del suo forte desiderio di spianare la strada per quanto è possibile al piccolo Marco. Ce la faremo, ho detto a mia moglie qualche giorno addietro, e più andiamo avanti e più ne sono convinto.

 

            Bruno Magnolfi

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