In questo
primo anno del 1960 l’andamento economico per quanto mi riguarda sta
leggermente migliorando: difatti ho appena acquistato persino una motocicletta,
anche se usata, giusto per non recarmi a piedi a lavorare, e in ogni caso mi
pare proprio che il mio mestiere di artigiano riesca a dare ultimamente maggiori
frutti, tanto che mi sono impegnato a lungo nel cercare una nuova abitazione in
affitto per me e per la mia famiglia, con maggiore spazio per noi anche se purtroppo
più costosa di quella vecchia, ma insomma una casa che si possa dimostrare più
confortevole ed utile anche per i miei due figli piccoli. Credo proprio che per
Marco la malattia che lo ha tenuto per diversi mesi lontano da tutto quanto sia
oramai alle spalle, anche se lui appare ancora debole e certe volte mostri
ancora delle difficoltà nelle proprie relazioni con noi e soprattutto con gli
altri. Stasera, terminato il lavoro, l’ho portato con me per fargli visitare la
nuova casa dove abiteremo nei prossimi anni, e lui mi è parso piuttosto contento,
sempre però con le sue maniere timide e poco espansive. Mi ha fatto capire comunque
che avere un giardino tutto per noi, pur piccolo, gli pare qualcosa di molto
bello, e che non vede l’ora di potersi muovere in piena libertà in quelle contenute
aiuole erbose. Ha molto apprezzato anche la mia motocicletta, ed anche se ho
guidato con molta prudenza tenendolo davanti tra le mie braccia durante quel
breve percorso, Marco mi è sembrato felice di sentire in faccia l’aria della
velocità, e nelle orecchie il rombo del motore. A volte lo vorrei già grande,
capace di stupirmi con le sue uscite che persino adesso sembrano a volte da
persona adulta, ma mi rendo conto che per lui sarà un percorso piuttosto lungo
quello volto a recuperare tutto il tempo della malattia che lo ha tenuto a casa
nel letto, senza parlare di quello trascorso in ospedale.
Sua sorella
Loriana mostra invece una grande vitalità; eppoi è molto studiosa, ed anche se per
quest’anno frequenta soltanto la seconda classe elementare, già la sua maestra,
così come mi ha spiegato mia moglie che va ad accompagnare e a riprendere la
bambina ogni giorno, dice che per sua esperienza difficilmente ha visto degli
alunni così interessati a ciò che viene spiegato ed insegnato da chi sta in
cattedra. È diligente, ordinata, cortese con gli altri compagni, e soprattutto
attenta, ed è sempre tra i primi alunni a comprendere tutte le nozioni che
vengono affrontate. Pur impegnandomi nel mio lavoro piuttosto a fondo per tutta
la giornata, però certi apprezzamenti mi ripagano ampiamente di tutti i
sacrifici che devo affrontare, così spero davvero che il prossimo anno, quando
anche Marco inizierà a frequentare la scuola elementare, ci siano per lui le
stesse parole lusinghiere da parte di chi ci sarà a fargli da insegnante. Ed è
naturale che io mi affidi al fatto che anche lui riesca a seguire le orme della
sorella dal punto di vista sia didattico che del comportamento, dimostrandosi
altrettanto studioso e diligente. Anzi, spero tanto che Loriana svolga nei suoi
confronti un ruolo da apripista delle varie materie scolastiche, controllando a
casa i suoi compiti e dandogli qualche spiegazione aggiuntiva sui tanti aspetti
affrontati in classe. Anche se per i miei figli non sogno certo grandi carriere
da chissà quali geni di certe materie di cui adesso non conosco neppure il nome,
spero però che in seguito siano davvero in grado di studiare almeno fino a
quando ne avranno voglia, in modo da comprendere il mondo e la realtà molto meglio
di me e di mia moglie, che al contrario di loro non abbiamo potuto frequentare la
scuola molto a lungo.
Riconosco che per Marco il percorso
scolastico sarà forse più arduo, almeno per quanto riguarda questi primi anni
che avrà di fronte, sentendosi sicuramente a disagio rispetto ai suoi compagni così
in piena salute da permettere loro di maturare quelle piccole conoscenze e quelle
buffe amicizie tra bambini assolutamente importanti e in certi casi addirittura
necessarie per ciascuno, ma riconosco che il suo essere stato ammalato per tutto
questo tempo può spingerlo in seguito a provare dentro di sé una qualche forma
di riscatto nei confronti della sfortuna capitata a lui. Già, perché una
malattia infantile si può solo interpretare come una casualità negativa, una
sfortuna maledetta della quale non si può certo incolpare nessuno, e che può
capitare tra capo e collo senza che tu abbia mai fatto nulla per meritarti una
disgrazia di quel genere. Per questo confido in mia figlia Loriana, affinché
con il suo impegno riesca a colmare ogni possibile o eventuale lacuna di suo
fratello, e a controbilanciare il momento difficile da lui trascorso. Certo,
sono convinto che le cose andranno sicuramente per il meglio da ora in avanti,
e già l’impegno manifestato da parte di lei è una riprova precisa del suo forte
desiderio di spianare la strada per quanto è possibile al piccolo Marco. Ce la
faremo, ho detto a mia moglie qualche giorno addietro, e più andiamo avanti e
più ne sono convinto.
Bruno
Magnolfi
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